Il nuovo Volume d’Arte Menarini dedicato a Giorgione, pittore degli enigmi

Un artista misterioso, sfuggente, che in soli dieci anni di attività è stato in grado di lasciare un’impronta indelebile sulla pittura rinascimentale: stiamo parlando di Zorzi da Castelfranco, detto Giorgione, uno dei maestri assoluti della Scuola Veneta. E’ a questo artista enigmatico che è dedicato il nuovo Volume d’Arte del Gruppo Menarini. La monografia, a cura di Silvana Editoriale, è stata presentata sabato 15 ottobre in presenza dell’autore Giovanni Carlo Federico Villa all’Ateneo Veneto, la più antica istituzione culturale in attività a Venezia.

 

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Nonostante l’enorme popolarità di cui godette nel corso della sua breve vita, tanto la biografia quanto le opere di Giorgione sono avvolte dal mistero. E’ infatti citato in pochissimi documenti d’archivio, e si contano soltanto quattro dipinti documentati, mentre tutti gli altri sono di attribuzione incerta. Perfino l’interpretazione dei suoi soggetti, densi di simbologie complesse, è al centro di numerosi dibattiti tra gli studiosi dell’arte. 

Nato a Castelfranco Veneto tra il 1477 e il 1478, Giorgione si trasferisce da giovane a Venezia dove studia nella Bottega del Bellini, per poi aprirne una sua. Tra i suoi allievi figurano nomi come Sebastiano del Piombo e Tiziano

Giorgione opera nel contesto culturale della Venezia di fine ‘400, un luogo d’incontro di conoscenze e saperi diversi, ponte tra Oriente e Occidente. E’ qui che Giorgione dialoga con i personaggi della sua epoca, da uomini di chiesa, di lettere e di scienza, fino a mercanti e filosofi. La sua sperimentazione costante e il suo sguardo attento, sempre rivolto al futuro, lo portano a farsi interprete e maestro del rapporto tra arte, letteratura e scienza, in opere interdisciplinari ricche di sapere e allegorie di difficile interpretazione. 

“Giorgione – spiega Giovanni Carlo Federico Villa, autore della monografia – è un pittore estremamente attuale: interpreta il rapporto tra arte, letteratura e scienza che ancora oggi segna la nostra epoca. Nella nostra età attenta all’introspezione e all’emotività, ancora ci sorprende per la capacità di lavorare sulle emozioni e toccare la sensibilità. L’interdisciplinarietà che lo ha contraddistinto, ovvero la capacità di approfondire saperi diversi, trova eco nella nostra società sempre più interconnessa. Il suo è un umanesimo che nasce dalla conoscenza delle opere di Aristotele, Platone e Plotino, mentre la sua pittura è in grado di riprodurre la realtà in modo preciso, ma anche dipingere la natura, non solo come cornice, ma come protagonista stessa delle opere”.

Nonostante la sua morte precoce a soli 33 anni, avvenuta nel 1510 a causa di un’epidemia di peste, Giorgione è riuscito a porre le basi del Rinascimento Veneziano e avviarlo verso la corrente artistica che il Vasari definì “la Maniera Moderna”. Inoltre, nella sua sperimentazione incessante, lega il suo nome alla tecnica della pittura tonale o atmosferica, pregna di emozione, e segna il passaggio tra l’arte di Bellini e quella di Tintoretto e Tiziano, pittori della modernità

Con la sua produzione artistica, Giorgione riesce ad incarnare il dialogo tra Umanesimo e Scienza che è anche uno dei capisaldi di Menarini. Da oltre mezzo secolo, infatti, il gruppo farmaceutico fiorentino persegue l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico all’arte italiana, in particolare quella rinascimentale: un’impresa unica nel panorama europeo per la longevità e la diversità delle iniziative intraprese.
La collana dei Volumi d’Arte, che ha visto la sua prima pubblicazione nel 1956, ne è la dimostrazione: le monografie hanno spaziato da Leonardo da Vinci e Raffaello a Beato Angelico e Artemisia Gentileschi, diffondendo l’arte e la cultura italiana sia all’estero che entro i confini nazionali. Inoltre, i Volumi d’Arte hanno una doppia vita: sono infatti distribuiti da Menarini per un anno, per poi essere ristampati dalla casa editrice e immessi nel circuito letterario.

“Menarini, con il volume su Giorgione, continua a celebrare l’arte italiana in tutto il mondo” – spiegano Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del CdA di Menarini Proprio per far conoscere i maestri italiani anche all’estero, oltre alla storica collana d’arte, il Gruppo continua anche il progetto digitale Menarini Pills of Art. Ad oggi, sono state pubblicate su YouTube, in otto lingue, più di 600 video pillole d’arte, con 28 milioni di visualizzazioni”.

 

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