Asma e sport: un connubio possibile

L’asma è una malattia infiammatoria delle vie aeree, caratterizzata da ricorrenti problemi respiratori: episodi di tosse, respiro sibilante, mancanza di fiato (dispnea), senso di oppressione al torace.

Si stima che in Italia più di due milioni e mezzo di persone soffrano d’asma, mentre in tutto il mondo la cifra dei pazienti asmatici sale a circa 300 milioni. Nonostante venga spesso considerata dai pazienti come una malattia acuta, che “scompare” in assenza di sintomi e si ripresenta solo quando c’è un episodio asmatico, l’asma è una malattia cronica Alla base dell’asma vi è essenzialmente un processo infiammatorio che persiste anche al di fuori degli episodi acuti. Per questo il paziente, che erroneamente si ritiene di essere al sicuro anche in mancanza di sintomi, è comunque esposto ad un alto rischio di recidiva in qualsiasi momento. Può tuttavia essere ben controllata con le terapie disponibili, che se adeguatamente seguite, garantiscono un controllo duraturo della patologia stessa, anche al di fuori dell’episodio acuto.

L’asma è considerata una malattia genetica complessa, dovuta all’interazione tra fattori genetici, che conferiscono soprattutto la predisposizione alla comparsa dei sintomi, e fattori ambientali che agiscono soprattutto come fattori scatenanti la malattia. Il soggetto asmatico presenta una condizione di iperreattività bronchiale, cioè i suoi bronchi rispondono in maniera esagerata a stimoli “normali” per i soggetti non asmatici: irritanti generici, sforzo, emozioni, sbalzi termici, infezioni, allergeni vari.

Anche l’iperventilazione come risultato di uno sforzo fisico o di attività sportiva può costituire uno stimolo asmogeno: per questo motivo, a molti soggetti asmatici viene spesso impedito o sconsigliato di svolgere attività fisica fin dall’infanzia; talvolta invece sono i pazienti stessi che rinunciano a fare sport nel timore di peggiorare la loro condizione. Si stima che 9 soggetti asmatici su 10 evitino l’attività sportiva perché convinti di essere limitati dalla loro patologia.

Tuttavia, la convinzione che qualunque tipo di attività sportiva sia dannosa per chi soffre d’asma è errata. Nel corso degli anni, infatti, numerosi studi hanno dimostrato che il controllo dell’asma migliora quando il soggetto asmatico pratica attività fisica: all’esercizio fisico regolare è associato un minor declino annuale della funzione respiratoria, sia in pazienti giovani che in soggetti adulti. Quindi il paziente asmatico può e deve praticare sport senza lasciarsi intimorire dalla propria condizione.

A riprova del fatto che l’asma non rappresenta una limitazione per lo svolgimento di attività sportive ci sono le performance di numerosi campioni in diverse discipline, anche olimpionici, che non sono pazienti asmatici con capacità soprannaturali ma pazienti che si curano regolarmente. Tra questi possiamo nominare il calciatore David Beckham, che ha vinto 19 trofei nel corso della sua carriera, così come il tuffatore Greg Louganis, vincitore di quattro ori olimpici e cinque titoli mondiali. Anche la nuotatrice Federica Pellegrini, primatista mondiale dello stile libero nei 200 m ed europea nei 400 m, ha scoperto di soffrire d’asma nel 2008, nel pieno del suo percorso agonistico. Sono solo alcuni esempi che vanno a dimostrare che soffrire d’asma non costituisce un ostacolo per una carriera sportiva di altissimo livello.

Per il soggetto asmatico che volesse cimentarsi in attività sportive e trarne il massimo beneficio è importante seguire alcuni accorgimenti:

  • Evitare di praticare sport a temperature molto fredde o molto calde, o con elevata umidità. Un altro elemento a cui prestare attenzione è la presenza di allergeni, come ad esempio durante la stagione dei pollini, o quando i livelli di inquinamento sono elevati.
  • Affrontare l’esercizio con gradualità: ogni attività sportiva deve essere iniziata arrivando in modo graduale all’iperventilazione indotta dallo sforzo fisico e concedendosi dei periodi di ripresa di 15-20 minuti.
  • Portare sempre con sé l’inalatore, di cui fare eventualmente uso anche prima di iniziare lo sforzo come da indicazioni mediche.
  • Infine, molti atleti hanno sottolineato l’importanza di saper ascoltare il proprio corpo nel corso dell’attività sportiva: questo significa cercare di mantenere un ritmo respiratorio controllato, ma anche anticipare e monitorare eventuali sintomi asmatici che possono insorgere.

In conclusione, l’asma non deve limitare la vita del paziente. L’asma si può controllare, e a moltissimi non impedisce performance sportive di altissimo livello.

L’attività sportiva non solo è possibile per i soggetti asmatici, ma vivamente consigliata, perché gli effetti positivi che ne derivano riguardano tanto la dimensione fisica, con miglioramenti sensibili della capacità respiratoria, quanto quella mentale: praticare uno sport, infatti, rappresenta spesso il primo passo verso un cambiamento dello stile di vita per i pazienti asmatici, con un’attitudine più proattiva che considera l’asma nella sua cronicità e comprende l’importanza della continuità del trattamento prescritto anche fuori dall’episodio acuto in modo da ottenere uno degli obiettivi primari del trattamento dell’asma, il controllo duraturo della patologia.

Una replica a “Asma e sport: un connubio possibile”

  1. Asmatico all’età di 12 a tutt’oggi a 65 anni istruttore di spinning e ciclista amatore con diverse gare e gran fondo mai sentito meglio da quando sono salito in bici..uso lo spray pochissime volte e con la bici la bomboletta dura più di un anno a volte scade senza usarlo… Viva lo sport e la bici per tutti gli asmatici allergici e non….

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