La Monna Lisa anteriore: due opere un solo grande genio

monnalisa earlierPiù di una persona ha dichiarato di essere stata colpita dalla sindrome di Stendhal al cospetto della “immortal donna” di Leonardo da Vinci, la Gioconda: vertigini, tremore, tachicardia sono solo alcuni dei sintomi riportati dalle “vittime” alla vista dell’enigmatico sorriso.

Un sorriso che ha ispirato nei secoli poeti e scrittori (e anche qualche irriverente artista!) e che tutti noi giuriamo di conoscere a memoria, di poterlo descrivere a occhi chiusi, almeno fino a quando, guardandolo nuovamente, ci accorgiamo di un dettaglio che per anni ci era sfuggito!

Ma è forse questo il potere di questa straordinaria opera: il suo essere indecifrabile.

Ogni giorno al Louvre, è ammirata da migliaia di persone, tanto che nella grande sala in cui è esposta, un cordone deve tenere a notevole distanza i visitatori.

E se le Monna Lisa in realtà fossero due?

La prima di sempre. La “Earlier Mona Lisa”

Molti non ne sono a conoscenza ma il quadro più famoso al mondo ha una sua versione precedente, una Monna Lisa 10 anni più giovane. Dopo 35 anni di studio e analisi, quella che sembrava una semplice copia si è scoperta invece l’opera prima del maestro Leonardo, la cosiddetta “Earlier Mona Lisa”!

Il dipinto, rimasto per quasi 40 anni in un caveau svizzero in attesa di autenticazione, ha nel 2012 ricevuto l’ok da parte di studiosi, scienziati e critici d’arte che in maniera unanime hanno decretato l’autenticità dell’opera dopo aver effettuato diversi test di “geometria sacra”.

Le analisi hanno infatti dimostrato che le due Monna Lisa presentano la stessa struttura geometrica, sia nelle proporzioni sia nelle dimensioni, ovvero quella dell’uomo vitruviano.

La “Monna Lisa Fondation di Zurigo”, la fondazione alla quale è stato affidato il quadro perché venisse studiato, ha pubblicato un libro per presentare gli straordinari risultati delle ricerche effettuate.

La giovane Gioconda. Il”ritratto di Isleworth”

Fino ad oggi si riteneva che la Gioconda conservata al Louvre fosse l’unica dipinta da Leonardo. Ad oggi il dipinto svizzero – ribattezzato il “ritratto di isleworth, dal quartiere londinese dove venne custodito per anni da un collezionista britannico – fa decadere questa ipotesi.

Dipinta probabilmente intorno alla fine del Quattrocento e inizio Cinquecento, il dipinto ritrae una Gioconda più giovane e più sorridente della celebre versione.

L’opera oggi è di proprietà di un consorzio internazionale che lo ha acquistato nel 2003 dagli eredi di Elisabeth Meyer, la compagna del collezionista d’arte Henry Pulitzer, lontano cugino di Joseph Pulitzer, giornalista ed editore nonché creatore del premio omonimo.

Dopo una breve esposizione in tre musei giapponesi, tra il 2011 e il 2012, intitolata “Leonardo e l’idea della bellezza”, è stato inaugurato, grazie anche al supporto del nostro Gruppo, un nuovo tour per la Earlier Mona Lisa a fine dicembre a Singapore presso la Arts House nell’edificio del Vecchio Parlamento della città.

Un vero onore per ci ha permesso di ammirare il “sorriso più enigmatico” – 10 anni più giovane – di tutta l’arte italiana!

Leggi anche: Nuova collana d’arte Menarini Leonardo da Vinci

5 risposte a “La Monna Lisa anteriore: due opere un solo grande genio”

  1. Bella. Chiaramente visibile la sua bellezza ed ambiguita’ affascinante anche ad un profano come me. E’ da tempo che una Azienda di siffatta tradizione basata su Ricerca e’ come dire, di Pubblicita’ controllata, in maniera speciale, segua il pensiero del Lettore in maniera Signorile ma anche disinteressata, ed e’ Nobile che continui a farlo. Grato per il Vostro interesse. Con Vinci, si va sempre sul sicuro. Complimenti. Saluti ai Fiorentini e a un Manipolo di Pometini. Bruno Conte.

  2. vorrei sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, che ci sono case farmaceutiche che non fanno solo marketing anzi. Ma i sordi ed i ciechi avranno problemi a comprendere!!!

  3. Anche se non sono una grande estimatrice di Leonardo pittore,faccio i miei complimenti a Menarini per la sensibilità che dimostra nei confronti dell’Arte:è davvero encomiabile,in un Paese poco attento al suo enorme patrimonio artistico..

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